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الأحد 24 نوفمبر 2013, 14:33
Renzi avverte Letta: usi le nostre idee. Cuperlo: il governo non ha più alibi
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«Il governo ha usato molto della nostra lealtà e pazienza; oggi è il momento di dire con forza che deve usare le nostre idee per essere efficace nelle scelte di politica economica, nelle riforme istituzionali». Così Matteo Renzi, alla Convenzione del Pd dove ha garantito lealtà all'esecutivo assicurando di non voler fare «sgambetti». «Noi ci candidiamo per poter dire una volta e per tutte che tocca a noi. Che non faremo quelli che aspettano. Torneremo a sognare a patto che a farlo siamo tutti insieme», h aggiunto il sindaco di Firenze.

«Il governo usi la nostra lealtà per poter essere efficaci negli investimenti; se no le larghe intese diventano solo il passatempo per superare il semestre Ue», ha insistito Renzi, chiedendo a Letta di partire da riforme e lavoro. «Oggi - ha sostenuto il candidato alla guida dei democrat - il Pd è l'unico soggetto che può aiutare il governo a fare il suo lavoro ma anche a restituire dignità agli italiani. Vogliamo che il Governo arrivi alla fine del suo percorso con convinzione e saremo i più leali di tutti con Letta. Ma il governo ha usato molto della nostra lealtà, pazienza e responsabilità. Oggi è il momento per dire che il governo usi la nostra lealtà per poter essere efficaci negli investimenti; se no le larghe intese diventano solo il passatempo per superare il
semestre Ue», ha continuato.

Il giorno dopo le primarie del Pd «la questione legge elettorale la si porta alla Camera, per fare qualcosa
di concreto», ha poi assicurato Renzi, alla Convenzione nazionale del partito, citando la battaglia di Roberto Giachetti.

«Dimezzare per due i costi della politica»: è l'obiettivo che Renzi si propone «a costo che mi si dia del populista». «Che senso ha il Cnel che da 67 anni rende pareri? E la Corte costituzionale che costa il doppio degli organi analoghi in tutto il mondo? E che i dirigenti pubblici italiani guadagnino il doppio che in Europa?».

Bisogna «trasformare il Senato in Camera delle autonomie», ha elencato ancora Renzi fra le sue priorità. «Si può anche mantenere lo strumento Senato e Province - ha aggiunto - ma devono diventare organi senza indennità e senza elezione diretta».

Anche lo sfidante di Renzi Gianni Cuperlo ha incalzato il governo Letta. «La destra si è spaccata. E sta chiudendo il ventennio», ha detto parlando alla Convenzione nazionale del partito. Il «governo adesso non ha più alibi. E deve scuotere l'albero perché i frutti cadano a terra. Ora. Chiedo: c'è una sola ragione per cui dovremmo aspettare il 9 di dicembre?», si è chiesto Cuperlo. «Il tempo
è scaduto. E a noi tocca riprendere per i capelli chi non ce la fa più».

«A noi spetta gridare che l'austerità ogni giorno che passa è piombo nella ripresa», ha continuato Cuperlo. Poi ha aggiunto che bisogna «creare lavoro che spinge la crescita e muove la domanda, il reddito, i consumi». «Di questa crisi l'Europa forse non ha sbagliato la diagnosi. Ma ha fallito tragicamente la terapia», ha sottolineato.

«Senza un partito di popolo - senza un nuovo centrosinistra popolare - l'Italia repubblicana oggi è in pericolo», ha osservato ancora il candidato alla segreteria del Pd. «A noi tocca condurre il Paese fuori dalla crisi più profonda della sua storia, crisi dell'economia. Del patto costituzionale. Di un'etica pubblica. Crisi delle èlite e delle classi dirigenti responsabili di una regressione civile e culturale che nonostante tutti i suoi malanni questo Paese non meritava».

«Noi non siamo il volto buono della destra, siamo la sinistra», ha poi sottolineato Cuperlo. «Serve un partito. Che non sarà mai solamente un comitato elettorale. Ma sempre di più una forza che i conflitti
li vede e li affronta. Che si candida a cercare soluzioni. E mediazioni. Dove le riforme trovano quel consenso dal basso senza il quale la politica diventa tecnica o comando. Un partito che torna a formare una classe dirigente, vedendo il meglio che è in noi, e il molto che è fuori da noi».

È «radicalmente sbagliato» col sistema elettorale del «Sindaco d'Italia passare da un regime parlamentare a una Repubblica presidenziale», ha inoltre sostenuto Cuperlo.

«Mi sono candidato alla Segreteria. La vivo come una prova più grande di me. E penso che se ti assumi questa responsabilità non lo puoi fare mentre ti candidi a qualcos'altro - ha infine rilevato riferendosi all'idea di Renzi di voler fare sia il sindaco che il segretario del partito -. Se vuoi cambiare tutto, nel centrosinistra e nel Paese, non lo fai come secondo lavoro. Non solo perché viene male, ma perché non è giusto».

«A Renzi e Cuperlo io dico che ora bisogna passare all'azione. Che fatta la legge elettorale, si può tornare al voto. Di là sono spaccati, noi siamo invincibili. E non per votare le persone, ma per fare le cose», hadetto il terzo sfidante per la guida del Pd Pippo
Civati alla convenzione del partito.

«Il mio non è un disagio contro Letta e il suo governo ma nei confronti delle larghe intese. Ritengo che sia uno schema troppo impegnativo per un partito di alternativa come il nostro», ha continuato Civati, sostenendo che è stato «sbagliato non votare la mozione Giachetti a Maggio sulla legge elettorale. E il 9 dicembre dobbiamo tutti andare da Prodi a chiedergli di iscriversi al Pd e dobbiamo fare pure una telefonata a Stefano Rodotà».

«La prossima volta alla Convenzione del Pd voglio che ci sia pure Sel», ha quindi afferamto Civati in un passaggio del suo intervento«. Civati è poi tornato sulla vicenda Cancellieri. «Non è stata una bella settimana, e chiedo scusa. Ma in un partito come il nostro l'identità deve avere un sinonimo, la coerenza. Il dire ed il fare per noi devono essere la stessa cosa», ha proseguito.

Come Coppi e Bartali. Civati chiede dell'acqua dal palco della convention del Pd «perché sto per morire». Scatta Renzi, che dalla platea porge allo sfidante una bottiglietta d'acqua. Ed è lo stesso Civati, mentre i delegati applaudono, a ricordare l'episodio della borraccia dei due miti del ciclismo italiano, aggiungendo: «Questo è un partito di amici».

Renzi ha conseguito 133.892 voti nei circoli del Pd, pari al 45,34%: è il dato ufficiale e certificato che è stato reso noto alla Convention di Roma da Davide Zoggia. Renzi ha ricevuto un lungo applauso
dalla platea, che ha ringraziato in piedi.

Cuperlo ha incassato 133.892 voti pari al 39,44%, Pippo Civati 27.841 voti pari al 9,43% e Gianni Pittella 17.117 pari al 5,8%. «Tutto - ha spiegato Zoggia ufficializzando i dati - si è svolto nella massima regolarità e nel rispetto degli strumenti regolamentari e statutari. Nessuna altra forza politica si comporta in Italia in questo modo». I votanti in 7.200 riunioni di circolo in Italia e 89 all'estero sono stati 296.645 pari al 55% degli iscritti.



المصدر: Arab Woorld


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